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Alta Val Gotra |
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Comunalie interessate : Montegroppo |
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Lunghezza: 11.500 metri
Durata media: 5-6 ore
Livello di difficoltà: medio-facile |
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Secondo alcuni studiosi di toponomastica, la zona del comune di Albareto è una delle poche, in Italia, in cui la dominazione dei Goti, subito dopo la caduta dell'impero Romano, ha lasciato tracce giunte fino ai giorni nostri: il M. Gottero, il torrente Gotra e l'abitato di Gotra serbano nel nome il riocordo di quegli antichi giorni in cui i barbari germani e i greci dell'impero d'oriente si battevano nelle nostre valli per affermare il dominio sulla penisola italiana. Questo percorso ad anello, di facile percorrenza ma piuttosto impegnativo per la lunghezza, attraversa la foresta che un tempo fu possesso di queste fiere genti.
| Il sentiero punto per punto... |
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Gli Squarci |
| (Distanza dalla partenza - - Distanza dall'arrivo 11.500 metri) |
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| Il percorso inizia dagli Squarci di Montegroppo (m 776), uno dei nuclei che da origine alla frazione di Albareto, raggiungibile in pochi chilometri dal capoluogo. Il piccolo gruppo di case, dominato dai contrafforti del M. Gottero, sorge sulle rive del torrente Gotra, alla confluenza con il rio Schiena. Il percorso inizia nella minuscola piazza, prendendo la strada asfaltata che porta agli Zalloni. Nel file pdf viene presentata la cartina completa del percorso in scala 1:10.000, mentre quella nella presentazione è in scala 1:20.000. |
| 2 |
Il Rio Schiena |
| (Distanza dalla partenza 700 metri - Distanza dall'arrivo 10.800 metri) |
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| Dopo poche decine di metri troviamo subito un bivio a destra, chiuso da una sbarra: è l'ingresso alla Comunalia di Montegroppo. Varcata la sbarra, il percorso scende fino al rio Schiena, da guadare saltando sui sassi rotondeggiante strappati al versante del Monte Orsale (ovviamente in periodo di magra). Un grande masso riporta, ora semicancellata, una frase lasciata molti anni fa a monito di fronte allo sbancamento prodotto da una grande cava, ora abbandonata e in via di recupero da parte della vegetazione naturale. |
| 3 |
Lungo la strada |
| (Distanza dalla partenza 2.880 metri - Distanza dall'arrivo 8.620 metri) |
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| Il percorso segue una larga strada forestale, dapprima attraverso il castagneto, successivamente in una fitta faggeta dal ricco sottobosco. Il suolo acido favorisce la comparsa di specie rare, come la piccola Pirola media (foto), la Cicerbita alpina e, lungo un ruscello, anche la Drosera rotundifolia, una pianta insettivora. Anche il versante opposto della valle appare come un unico, ininterrotto, manto di faggi. |
| 4 |
L'abetina |
| (Distanza dalla partenza 4.250 metri - Distanza dall'arrivo 7.250 metri) |
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| L'uniformità della faggeta è rotta, dopo circa un chilometro, da una piccola piantagione di abeti al margine di una radura. In agosto questo luogo è ammantato da una spettacolare fioritura di centinaia di genziane di Esculapio, dai fiori blu intenso, specie oggi protetta ma un tempo raccolta per le numerose proprietà medicinali (nella foto).
Dopo poche decine di metri raggiungiamo lo spartiacque al Passo dei Tre Confini, dove si incontrano le regioni Emilia Romagna, Toscana e Liguria. Volendo, possiamo deviare dal percorso per raggiungere la vetta del Monte Gottero (preventivare più di un'ora tra andata e ritorno); il nostro itinerario non passa per la vetta ma si tiene più basso, lungo il sentiero dell'Alta Via (segnavia rosso-bianco), sulla destra.
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| 5 |
La morena glaciale |
| (Distanza dalla partenza 5.000 metri - Distanza dall'arrivo 6.500 metri) |
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| Questo tratto di sentiero taglia, restando orizzontale, il versante nord del Gottero. Inizialmente attraversa una giovane piantagione di abeti; nel tappeto di aghi in decomposizione prospera una pianta imparentata col muschio, ma di maggiori dimensioni, il licopodio Huperzia selago (nella foto).
Il percorso, da comodo stradello forestale, si riduce a stretto sentiero, che ad un tratto si perde in una piccola radura erbosa, di forma arrotondata; siamo sui resti interrati di un laghetto glaciale. Spostandoci a destra, attraverso il bosco, risaliamo un breve pedio e ci troviamo sulla sommità di un immenso deposito di pietre, affacciato sulla valle sottostante. Si tratta del deposito morenico del ghiacciaio che occupava, fino a 12.000 anni fa, il versante nord del Gottero.
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| 6 |
Il Torrente Gotra |
| (Distanza dalla partenza 5.350 metri - Distanza dall'arrivo 6.150 metri) |
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| Dopo poche decine di metri il sentiero attraversa uno stretto corso d'acqua, che scende serpeggiando intorno a faggi maestosi: è il Torrente Gotra, uno dei maggiori affluenti di destra del Fiume Taro, nel quale sfocia presso il bivio per Albareto sulla strada che collega Borgotaro a Bedonia; qui siamo a pochi metri dalla sorgente. In primavera-estate non è difficile osservare piccole rane rossicce agggirarsi nei pressi del ruscello: sono le rane agili, una specie di bosco che si avvicina all'acqua solo in periodo riproduttivo.
Dopo poco ritroviamo lo stradello forestale e lo seguiamo attraverso la faggeta fino ad incontrare la strada che scende dalla vetta. Quasi immediatamente troviamo un altro bivio: i segni bianco rossi sono sulla sinistra, ed indicano la strada che scende al passo della Cappelletta, mentre noi, per tornare agli Squarci e chiudere il giro ad anello, andiamo a destra.
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| 7 |
La pineta |
| (Distanza dalla partenza 8.250 metri - Distanza dall'arrivo 3.250 metri) |
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| Dopo una breve discesa nel bosco il percorso torna all'aperto, al margine di una vasta piantagione di conifere, in massima parte pini neri, con sporadici abeti, douglasie e larici.
In periodo autunnale sotto le conifere è particolarmente frequente l'Amanita muscaria, il velenoso fungo rosso dai punti bianchi. Anticamente utilizzato (alcuni dicono venerato) dagli sciamani per ottenere visioni dal mondo dei morti, più prosaicamente i montanari lo usavano, immerso nel latte, come moschicida, pratica che ha dato alla specie il suo nome scientifico.
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| 8 |
Case Tognoli |
| (Distanza dalla partenza 9.950 metri - Distanza dall'arrivo 1.550 metri) |
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| Il sentiero raggiunge la strada asfaltata a Case Tognoli; poco prima attraversa uno splendido castagneto con enormi esemplari secolari. Nel sottobosco è frequentissimo l'agrifoglio, una specie che predilige il clima umido e piovoso della pendice settentrionale del monte, barriera che cattura l'umidità formatasi sul mar Ligure, a pochissimi chilometri in linea d'aria.
Ancora poche centinaia di metri di strada asfaltata, ed un comodo ponte sul Gotra, ci riconducono a Case Squarci, da dove il nostro percorso era iniziato.
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